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Ciao e benvenuti.
Mi chiamo Carla COLOMBO, sono una pittrice e scrivo di poesia, ma, poichè amo tanto l'arte , oltre al mio sito ed ai miei blogs che qui sotto vedete, ho aperto questa Galleria virtuale per dare spazio all'arte di altri artisti. A tutto il marzo 2017 hanno esposto la loro arte su queste pagine virtuali 100 artisti con diverse espressioni artistiche: pittura, scultura, poesia, musica, fotografia ed altro
..e per ora mi fermo qui con un caloroso saluto a tutti quanti. Contattatemi come e quando volete: arla_colombo@libero.it

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MOSTRA PERSONALE ...DI SOLE E DI ME presso Centro Florovivaista LA GARDENIA, mbersago, dal 1 dicembre al 7 gennaio Per il quinto anno sarò ospite del centro vivaio LA GARDENIA di Imbersago che per il periodo natalizio arricchirà il proprio spazio di stelle di natale, ciclamini, composizioni ed addobbi vari. Le mie opere saranno inserite in questo splendido contesto e daranno all'insieme atmosfera accogliente e stupendamente accattivante.

giovedì 11 ottobre 2012

Frammenti di…vita…e un po’ di me di Pino Palumbo

Siamo giunti alla penultima pagina, prima del commiato finale e prima della proclamazione dei due lettori che si aggiudicheranno le tue chine. 
Vi lascio dunque ancora con altri testi:


“FOLLIA”

E’ follia
guardare una farfalla
volare,
un bimbo e la sua vita
sospesi al seno
d’una madre?
E’ follia
guardare una stella
cadere,
il sole tra cielo e mare
a sera che và
a scomparire?
E’ follia
affogare in uno sguardo
d’amore,
pregare Dio per la sorte del mondo
contemplando un’eclisse
di luna?

E’ follia
se si annienta tutto ciò
uccidendo la poesia!

Pino Palumbo
---


“SILENZI”

Silenzi,
momenti di una più
trasgressiva intimità;
spazi
riservati alle più
profonde riflessioni.
Silenzi,
frammenti di una
sconvolgente follia;
silenzi,
dimore dei più
inconsueti sogni.
Silenzi,
immagini di una
isterica vita,
prigioni di uno
stravolgente amore.

Silenzi,
saggi momenti
di un uomo.

Pino Palumbo
---


“ABBANDONO”

Foglia strappata
al suo ramo
dal vento
non gelido.

Foglia sospinta
su in alto…
un momento
non candido.

Foglia spazzata
tra la polvere
del vento
e poi abbandonata
ad un vorticoso
inevitabile
abbandono.

Pino Palumbo
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“STELLA POLARE”

A volte è come un suono
fuori tempo
come una nota stonata
ch’io mi sento.
A volte è come un tuono
nel mezzo del cielo;
come una cometa che cade
a volte è il mio pensiero.

Eppur mi sento fiero
dei miei capelli neri,
dei miei occhi scuri,
del pensoso mio sguardo,
quasi triste, sempre sincero.
Eppur mi sento fiero,
alto e non poderoso,           
dell’io mio polivalente;
lunghe ciglia di colore nero,
poco loquace, a volte sorridente.

A volte è come una stella
che vorrei brillare
ed essere per voi guida
Polare, come quella stella
che in ciel brillava
e dell’antico marinaio
il suo navigare
sicuro rendeva.

Pino Palumbo
---


 “DENTRO UNA LACRIMA”

Vaghi e cerchi
con la ragione,
nella mente
un’incontestabile esistenza:

vaghi e ti cerchi.

La terra sembra immensa,
il cielo è certamente infinito,
ma non conosci la certezza
dell’infinito…
se non averne
una pressoché vaghezza
rapportandolo, al tuo io,
così minuscolo e minuto:

vaghi e ti cerchi.

Vaghi e ti cerchi
nell’indefinito infinito,
così indistinto,
che può essere anch’esso,
al pari tuo,
minuscolo e minuto
da potersi trovare
dentro una lacrima,
(o goccia di sangue)
che giù scivolando
sulla scarna guancia
traccia, come fu,
un rivolo di sofferenza
di quel Cristo Gesù
che si proclamò
…Figlio di Dio.

A volte vaghi e ti cerchi
…in una lacrima di Dio.

Pino Palumbo
---


“IL LUPO”
(Al Bimbo di Foligno)

Ed ancora un fiore
calpestato dall’uomo,
dal piede disumano
di un uomo “inumano”.
Un fiore infangato,
dilaniato
ed annientato;
un fiore
-che ancora
non aveva emanato
tutto il suo profumo-
…espiantato
e gettato là
in fondo al dirupo
…abbandonato
senza nemmeno il rispetto
di chi è stato preda
di un feroce lupo.

Pino Palumbo
---


“RICORDO D’ADOLESCENZA”

Il volteggiare delle foglie
al primo soffio d’autunno
è un rallenty estenuante.
Il profumo acre del vento
si estende voracemente
e tutt’intorno è estasi.
Lacerante è il mio ricordo
di quelle gocce di pioggia
che bagnano la mia mente.
Un suono straziante è
quel dolce arpeggio
quella melodia graffiante.
Quanto sofferente
può essere la mente,
quanto affannoso
può essere il respiro,
quanto dolorante
può essere il cuore.
Quanto straziato
può essere lo spirito,
quanti nostalgici ricordi
può generarti la mente.
Lì sulla terra umida di pioggia
s’arresta il volteggio
delle prime foglie d’autunno
che esanime e indifese,
il calpestio della vita
irragionevole ed affannoso
attendono e subiscono.

Pino Palumbo
---

STOPPPPPPPPPPPPP !!!

all'altima pagina per il commiato finale di PINO PALUMBO