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Mi chiamo Carla COLOMBO, sono una pittrice e scrivo di poesia, ma, poichè amo tanto l'arte , oltre al mio sito ed ai miei blogs che qui sotto vedete, ho aperto questa Galleria virtuale per dare spazio all'arte di altri artisti. A tutto il marzo 2017 hanno esposto la loro arte su queste pagine virtuali 100 artisti con diverse espressioni artistiche: pittura, scultura, poesia, musica, fotografia ed altro
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mercoledì 7 marzo 2012

V Galleria

Ancora "arte" di MARIA CONCETTA LAZZATO realizzata con il ficodindia.

Il dipinto è eseguito ad OLIO 


fiori 


rose


mare

DESIDERO postare lo scritto ricevuto mezzo mail da ALESSANDRO MONTALTO, che ha portato su queste pagine l'arte di MARIA CONCETTA LAZZARO :
così scrive Alessandro...

Ho cercato di inserire il lungo scritto che segue, quale commento nel e per l’ultima pagina da te creata per Maria Concetta, ma, per ben due volte, dapprima, si inseriva e, poi, non la ritrovavo più. Forse, perché troppo voluminoso, anche se, di fatto, non supera il tetto–limite consentito dal tuo blog per i commenti dei visitatori. In ogni caso, te lo allego, a seguire, e, gradirei, fossi tu a inserirlo come meglio reputi opportuno. Grazie ancora e a presto. Alessandro


“Salve! Un caloroso saluto a Carla. Gioisco alla percezione che sia piaciuta la vetrina di Maria Concetta. Mi ero promesso di fare un intervento sull’autrice in questione e, anche e soprattutto, avevo giurato di attendere prima di dire la mia. Credo i tempi siano maturi. Inizio con un flash back. Anni fa, diedi con piacere una mano a una persona squisita che non posso non menzionare, Nicola Caltabiano che, allora, stilava la tesi di laurea concernente le caratteristiche organolettiche e le proprietà terapeutiche del ficodindia. Lo aiutai a impaginare, inserire le illustrazioni, stilare le tabelle e racimolare materiale. Giunti all’indice, convenimmo di creare un insolito capitolo, ossia, qualcosa che trattasse le curiosità sull’uso di questo frutto. Tra l’altro, noi siciliani, tale frutto c’è l’abbiamo nel sangue, come gli agrumi di Sicilia. Lo stesso futuro naturopata mi disse che avrebbe voluto inserire delle foto (artistiche, mi fu detto) che riguardassero qualcosa di comunque vicino al ficodindia. Mi parlò di Maria Concetta che conoscevo per fama attraverso il suo atelier. Andammo da lei. Io, amante dell’arte, coltivatore di agrumi e studente in Scienze Naturali, lì, in quel suo fortilizio dell’anima, osservai un’Arte coniata con tecniche maturate e oggetti naturalistici: pietre, tronchi, conchiglie e la griglia della foglia del ficodindia ospitavano, su essi, pitture o divenivano complementi d’arredo (basti citare la lampada). Rimasi colpito, silenzioso (cosa per me insolita visto che sono logorroico). Parlando mi colpì il suo dinamismo. Maria Concetta detiene un’operosità da pochi: madre, moglie, lavoratrice e artista. Mai ferma. Da lì a poco le opere “da ficodindia” furono inserite nella tesi come toccasana finale. La intervistai per un periodico regionale e il pezzo fu intitolato “L’arte? Vale un fico secco”. Non appena pubblicai la mia silloge poetica “Frammenti amalgamati” (2006) in cui ogni lirica è affiancata a un’immagine, inserii alcune sue opere che ben calzavano. La vita mi portò poi a incontrare Carla, a essere autore, in una sua vetrina, come poeta. E non posso negare che in virtù dei flussi ben radicati nel blog di Carla pensai subito di proporre Maria Concetta. Credo ci sia, nella sua espressività, qualcosa di primitivo, un quid magico risvegliato dal voler fare Arte anche senza tela. Usando ciò che la Natura offre. Maria Concetta osserva, ha una naturale predisposizione all’ascolto, proietta nella sua mente e poi esegue. Non ama molto tecnologie e informatica proprio perché vuole spendersi fra pennelli, tinture e ricerca di una nuova forma espressiva in chiave sperimentale. Il connubio, attuale, fra Carla e Maria Concetta è, a mio avviso, uno sposalizio: tesi, da un lato, antitesi, dall’altro, che divengono, infine, egregia sintesi. L’artista–naturalista, da un lato, che risveglia un fare Arte primitivo, e, dall’altro, la mecenate, artista anch’ella, che ha compreso l’importanza del web e della inter–intra–comunicazione intrinseca in esso allo scopo di far (ri)conoscere volti, tele e persino rinsecchiti telai lignei di carnose foglie di una pianta grassa che, ben smacchiati, possono dare giochi di luce in una lampada o essere supporto per colori. Sia chiaro che Maria Concetta non deve essere intesa solo come la fattucchiera del primigenio. È conosciuta come pittrice a tutto tondo: lavora a olio, acquarello, scolpisce e rivaluta mobili. Detiene segreti su come tingere e arricchire materiali naturali che, a primo acchito, potrebbero sembrare roba da cestinare. La definirei un eco–artista. Sono soddisfatto di quanto fatto per Maria Concetta da parte mia e, soprattutto, di quanto prodotto da Carla. I commenti e le visite hanno raggiunto cifre corpose. E credo, questo non sarebbe stato possibile se non avessimo avuto tanto l’originalità di Maria Concetta quanto l’intrinseca potenza, ormai famosa (si parla del blog di Carla anche in molti Centri Culturali) in seno al sito di Carla stessa, edificato dai suoi acuti frequentatori”.


ED ANCORA...