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Mi chiamo Carla COLOMBO, sono una pittrice e scrivo di poesia, ma, poichè amo tanto l'arte , oltre al mio sito ed ai miei blogs che qui sotto vedete, ho aperto questa Galleria virtuale per dare spazio all'arte di altri artisti. A tutto il marzo 2017 hanno esposto la loro arte su queste pagine virtuali 100 artisti con diverse espressioni artistiche: pittura, scultura, poesia, musica, fotografia ed altro
..e per ora mi fermo qui con un caloroso saluto a tutti quanti. Contattatemi come e quando volete: arla_colombo@libero.it

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giovedì 19 maggio 2011

...ed ancora


elaborazione di njara

Le ore della vita
di njara

Dodici segni zodiacali
per distinguere una persona da un’altra
dodici pianeti per far capire alla gente com’è
dodici mesi per evidenziare il tempo che passa
dodici sono le ore di un giorno
ventiquattro quelle della notte
dieci minuti sono il momento
che trascorro a pensare al passato
venti secondi è ciò che mi serve
per capire che la vita
è l’unica ora del giorno
che non ha lancette.


Un canto antico
di njara

e lei guardò l'aquila volare...
e allora l'aquila
si posò sul suo grembo
e con un grido acuto
le beccò il volto rigato di lacrime..
e lui guardò il volo di un uccello
librarsi nell'aria...
e l'uccello sentendosi osservato
lo rimproverò con disprezzo e diniego...
e loro insieme
avevano guardato
il volteggiare leggero di due creature celesti...
ma le creature non avevano gradito
quello spiare nervoso
che appartiene all'umano cuore
di chi non sa amare
il sorriso di chi riesce a volare
pur non avendo le ali!!




rielaborazione di njara

alla prossima

Njara..scrive

Ancora...Vi va di accomodarVi?

E’ guerra..
Scritto e ideato da njara

La matta voglia di urlare mi prende e mi si strozza in gola..non debbo farmi sentire..nessuno deve vedermi..ci sono i nemici intorno..è guerra..e guerra sia mi son detto tanto tempo fa..ma da quanto sono qui?? Un mese un anno una vita…non li conto più i giorni ormai..conto soltanto il fischio delle bombe che scendono dal cielo…i mortaretti imberbi che mi si frantumano fra le gambe..le mine che debbo cercare di non calpestare con i miei piedi stanchi..è guerra..e guerra sia mi sono detto tanto tempo fa.
…ho una moglie a casa..due figli..no quasi tre..Anna sta per dare alla luce il terzo figlio..mi ha detto che è un maschio..lo chiamerò Filippo…o forse no..ma lo voglio vedere..voglio vedere il suo sguardo i suoi occhi che si aprono alla vita..voglio conoscere il suo sorriso…poi lo porterò alla partita e tiferemo insieme per la stessa squadra..mi piace avere un maschio…le mie due bimbe son cresciute…hanno cinque e sette anni…che carine che sono..hanno gli occhi di anna..sempre allegri sempre sorridenti…solo una lacrima spunta negli occhi di mia moglie..quando..si quando debbo ritornare in missione…allora mi giro..non la voglio vedere quella lacrima di dolore di separazione di dispiacere per una partenza che non sento più mia.
Ho quaranta anni…troppi per combattere..pochi per morire..ho terrore di morire..qualche anno fa non era cosi..ero spavaldo intrepido e audace..oggi ho paura di morire..di non poter più riabbracciare mia moglie le mie figlie e quel piccolo maschietto che ancora deve vedere la luce..
Lo chiamerò Filippo…mi piace il nome Filippo..mi ricorda un mio compagno di squadra..era attento quel ragazzo..attento e audace...non vigliacco come me che ho paura..non voglio più far la guerra…voglio tornare a casa..
.shhhh giù la testa capitano..
il capitano sono io…metto giù la testa d’istinto..quante volte ho messo giù la testa…giù la testa da piccolo..giù la testa da ragazzo…giù la testa da grande..poi mi sono arruolato e la testa l’ho chinata di nuovo per gloria per un pezzo di pane in più o forse solo per dimostrare a tutti che ero capace anche io di arrivare in cima…ma ora sono a terra..di cime ne vedo solo da lontano..e sono cime di montagne che non ho più voglia di valicare.
Quanti anni hai soldato??
Ventiquattro capitano.
Mi manca solo che si metta sull’attenti e che si faccia scoprire.
Comodo soldato comodo..come ti chiami??
Francesco.
Matteo è il mio nome.
Signorsi signor capitano.
Mi scappa da ridere poi da piangere poi la rabbia mi sale in corpo…siamo qui nascosti in una radura e lui mi dice signorsi signor capitano.
Siamo uguali io e te..smettila di chiamarmi signor capitano.
Non posso…la gerarchia..
Qui non esiste gerarchia…in mezzo alle bombe non deve e non può contare la gerarchia…mi chiamo Matteo..ricordartelo…e mi chino per vedere se scorgo il nemico.
Non sento più niente..non vedo più niente...la pioggia inizia a scendere…mi volto…Francesco non c’è più…forse non c’è nemmeno mai stato..forse mi sono inventato un compagno che faccia da scudo alla mia paura.
Ho voglia di alzarmi di mettermi a correre di volare via in alto in alto dove osano le aquile..ma io non sono un’aquila sono soltanto un soldato che ha un proiettile in corpo e che forse fra poco morirà..non voglio morire..voglio vivere…voglio vedere mia moglie le mie figlie e quel piccolo frugoletto che fra poco nascerà..
..non sento più le gambe..ho un forte dolore al petto…Anna..Anna dove sei?!
Sono qui signor capitano..Matteo mi scusi..ora la porto in salvo..non vedo più nessuno...si appoggi a me..mi tenga stretto..siamo vicini..la guarnigione è a pochi passi..vedrà che andrà tutto bene..
È di nuovo qui..non me l’ero sognato e nemmeno immaginato..Francesco è qui e mi porterà in salvo..Dio ti ringrazio..la luce..quanti bagliori ho davanti a me..sono stanco..non so se ho voglia di guarire..poi se guarisco debbo tornare a combattere..è guerra..ma io non voglio più fare la guerra..non più guerra sia..basta con la guerra..basta con le paludi..basta con tutto quanto..voglio tornare a casa e dipingere le pareti di un giallo paglierino…poi ci metterò fiori e piante..e costruirò sedie e mobili..mi piace tanto intagliare il legno..farne delle cose belle e preziose..perché sono qui..perché sono in guerra?? Non è la mia guerra..è la guerra dei potenti..che se la facciano da soli la loro guerra invece che starsene sdraiati al sole con il cellulare in mano pronti a dare ordini mazzette e comandi..odio la guerra…ma è guerra..non più per me però.
Capitano stanno arrivando..ora la portiamo al campo..vedrà capitano ce la farà..è forte lei..ed io l’ammiro tanto.
Sospiro..poi sorrido poi mi rabbuio..
Non ammirarmi soldato per una patria che non ci appartiene..non sono cosi coraggioso come pensi..sarò considerato un vigliacco perché voglio tornare a casa senza medaglie ne bandiere...amo mia moglie soldato e le mie due figlie..e fra poco nascerà Filippo e voglio insegnarli a intagliare il legno..forse non sarà il mestiere più glorioso del mondo..ma la gloria qui fa morire invece io voglio vivere.
…lei non è un vigliacco capitano..lei è…lei è…lei è Matteo.
Grazie soldato..grazie Francesco..e grazie stelle grazie sole grazie cielo di farmi vedere di nuovo la mia famiglia..non tornerò più qui..ma sarete sempre con me..ovunque io andrò..ovunque io sarò..le stelle il cielo il sole non cambiano perché cambia il luogo..sono gli stessi in ogni direzione da cui li guardi..gli uomini no Francesco…gli uomini spesso purtroppo no.
Il cielo si volta..le stelle non ci sono..una leggera pioggia continua a cadere..sento le mani di due soldati che mi depongono sulla barella da campo..non sento più le gambe..forse però ce la faccio..forse torno a casa anche stavolta..ma domani..domani non sarò più qui a combattere una guerra non mia..domani…
È guerra capitano…combatti..
No signore..no signore!!!!


..ma non finisce qui....